Sculture: le maschere di legno e lo sguardo verso i pianeti.

«La mia passione per la scultura nasce sin da bambino: mio padre era uno scultore di legno e da molto piccolo rimanevo a lungo a guardare come scolpiva pazientemente le sue “maschere” in legno. Anni più tardi frequentai per quasi tre anni una scuola di ceramica e sebbene negli anni a seguire il disegno e la pittura hanno avuto un maggior protagonismo nella mia ricerca artistica, ho sviluppato di modo parallelo la scultura, che mi ha aiutato a capire e plasmare in modo più chiaro gli elementi dentro dello spazio bidimensionale della pittura», dichiara l’artista.

Carlos Atoche negli ultimi anni ha recuperato il suo giovanile interesse per la scultura e ha avviato una nuova ricerca sperimentale: una serie di sculture in cartapesta realizzate impastando terre naturali, che vanno a costituirsi quale “planetario immaginario”, identificato dall’artista con il termine inventato Khartàa. La tecnica della cartapesta viene rivisitata aggiungendo all’impasto terre naturali, alla ricerca di una formula alchemica che trasformi la carta in bronzo, legno o marmo, contribuendo a stimolare l’ingegno del osservatore.